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Comunicato stampa - 22/05/2026

Il futuro del lavoro tra IA, clima e demografia: Confindustria Cuneo fa il punto alla quarta edizione degli Stati Generali del Digitale

“Generazioni di cambiamento”: esperti a confronto su intelligenza artificiale, invecchiamento della popolazione attiva e transizione climatica per ripensare organizzazione, competenze e modelli produttivi delle imprese

Si è tenuta ieri, giovedì 21 maggio nella Sala Ferrero di Confindustria Cuneo, la quarta edizione degli Stati Generali del Digitale, iniziativa realizzata con il supporto della Camera di commercio di Cuneo. Quest’anno, l’incontro dal titolo “Generazioni di cambiamento” ha messo a fuoco tre grandi trasformazioni ormai inscindibili – intelligenza artificiale, cambiamento climatico e invecchiamento della popolazione attiva – e il loro impatto concreto su organizzazione del lavoro, competenze e modelli produttivi delle imprese.

 

In apertura, il vicedirettore Mauro Danna ha portato i suoi saluti e ha sottolineato l’importanza di affrontare in modo integrato le sfide che stanno ridisegnando il contesto economico e produttivo del territorio.

 

«La quarta edizione degli Stati Generali del Digitale ha cambiato format: quest’anno abbiamo voluto parlare di impatti», ha commentato il vicedirettore. «Partendo da tre macro-trend – intelligenza artificiale, cambiamento climatico e invecchiamento della popolazione attiva – abbiamo cercato di capire come il digitale può essere a servizio di questi cambiamenti e aiutare l’impresa a gestire queste trasformazioni».

 

A guidare il dialogo è stata Laura Morgagni, direttrice di Fondazione Piemonte Innova, che ha messo in evidenza come il digitale possa rappresentare una leva strategica per l’innovazione e la competitività delle imprese. Morgagni ha svolto un ruolo di raccordo, introducendo i vari workshop e fornendo per ciascuno un puntuale focus di contesto: attraverso la sua analisi preliminare, ha delineato il perimetro delle grandi sfide attuali, preparando così il terreno agli approfondimenti tecnici e alle riflessioni specifiche che gli esperti hanno poi sviluppato nel corso dell’incontro.

 

L’attenzione si è concentrata in primo luogo sull’intelligenza artificiale. Massimo Canducci, Innovation & Strategy Director di Spindox, ha analizzato gli effetti concreti dell’IA sull’organizzazione aziendale, sulle nuove professionalità e sul necessario aggiornamento delle competenze, evidenziando come le imprese debbano prepararsi a un cambiamento profondo dei ruoli e dei processi produttivi, senza però dimenticare il fattore umano.

 

«Le imprese non devono partire dalla domanda ‘come posso usare l’intelligenza artificiale?’, ma dai processi che hanno bisogno di essere resi più efficienti. L’IA può generare valore solo se viene applicata a casi d’uso individuati correttamente, misurati sulla base di dati, indicatori e impatto reale sul business. La tecnologia non è il punto di partenza, ma una possibile risposta a un’esigenza concreta», ha affermato Canducci.

 

Fulvio Ricceri, direttore del Centro Health Equity Italy del Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche dell’Università di Torino, è intervenuto sul tema demografico. Ha approfondito le sfide legate all’evoluzione della forza lavoro e all’invecchiamento della popolazione attiva, che necessita di essere formata e aggiornata sulle competenze specifiche del mondo digitale, approfondendo gli argomenti delle implicazioni per il ricambio generazionale e della sostenibilità a lungo termine dei sistemi produttivi.

 

«Quando si promuove la salute della persona che lavora, si genera un beneficio anche per l’organizzazione. Un lavoratore più sano è meno esposto ad assenze prolungate, può restare produttivo più a lungo e contribuisce alla sostenibilità complessiva del sistema. Il punto è costruire soluzioni che facciano bene insieme alle persone e alle aziende: sono questi i co-benefici su cui occorre lavorare», ha dichiarato Ricceri.

 

Serena Giacomin, fisica dell’atmosfera, climatologa e direttrice Scientifica di Italian Climate Network, ha dedicato il suo intervento al cambiamento climatico. Ha illustrato le strategie di mitigazione e adattamento che le imprese sono chiamate ad adottare, con particolare riferimento all’impiego di tecnologie digitali e al ripensamento dei modelli di sviluppo per coniugare competitività e responsabilità ambientale, soffermandosi sull’uso del machine learning, con macchinari e sistemi predittivi già pronti a supportare le aziende nelle sfide ambientali.

 

«Fortunatamente, scienza e tecnologia ci vengono in aiuto, dandoci strumenti per costruire le strategie di adattamento e di mitigazione. Serve però tanta consapevolezza di noi come individui, di noi come collettività e anche delle imprese, proprio per cercare di gestire al meglio il rischio a cui siamo esposti e per cui siamo vulnerabili», ha affermato Giacomin.

 

Ha preso parte ai lavori, coordinati dal giornalista Dario d’Elia, anche Ivan Botta, presidente della Sezione Digitale di Confindustria Cuneo, a cui sono state affidate le conclusioni: «È molto importante, almeno una volta all’anno, fermarci a pensare ai temi più grandi, come quelli che affrontiamo con gli Stati Generali del Digitale ormai da quattro anni, per guardare veramente al futuro. Per questo serve interpretare dati e relazioni esterne, per cercare di capire come si muove il digitale all’interno delle macro-dinamiche del settore».

 

L’evento si conclude con lo sguardo già rivolto alle sfide di domani. Consolidato il format e i temi portanti di questa edizione, l’impegno di Confindustria Cuneo prosegue nel segno dell’innovazione e responsabilità: il dialogo tra protagonisti del digitale e mondo dell’impresa riprenderà nel 2027, con una nuova edizione degli Stati Generali del Digitale, pronta a esplorare le frontiere di un cambiamento sempre più accentuato.

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